Inflitti 5 mesi a due agenti veneti interessati a partecipare nel 2016 a una gara per la fornitura di lenti agli ospedali del Fvg
Udine. La descrizione delle caratteristiche tecniche riportata nella bozza del capitolato, per la fornitura di lenti intraoculari per operazioni di oculistica di alcuni ospedali della regione, coincideva punto per punto sia con l’allegato inviato via mail all’indirizzo di uno dei due imputati, sia con il testo presente su un pezzo di carta trovato nell’auto dell’altro.
Neanche si trattasse di una fotocopia, fatta eccezione per un refuso. L’ipotesi, secondo la Guardia di finanza di Udine che al caso cominciò a lavorare dopo la segnalazione di due funzionari dell’Egas (ente per la gestione accentrata per i servizi condivisi), è che quel documento fosse il dettaglio passato a uno o più medici del Gruppo tecnico deputato a redigere la bozza del capitolato, affinché potesse essere cucita su misura sui prodotti della “Zeiss Carl”. Come di fatto avvenne alla riunione del 9 giugno 2016.La gara, proprio per i pasticci che portarono alla denuncia, alla fine saltò e l’appalto fu poi assegnato a un’altra azienda.
Né si riuscì mai a conoscere il nome dei sanitari che avrebbero concorso a pilotarne l’esito.
Per Andrea Costa, 53 anni, di Schio, e Giacomo De Saraca, 46, di Padova, che avevano seguito la vicenda in qualità, rispettivamente, di socio e consigliere d’amministrazione e di sub agente dell’agenzia per il commercio “Micromed srl” di Treviso, di cui la multinazionale tedesca si avvaleva nel Triveneto, fu invece l’inizio di un’inchiesta giudiziaria per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, che si è conclusa ieri, in primo grado, con la condanna a 5 mesi di reclusione l’uno.
A entrambi sono stati concessi i doppi benefici della sospensione condizionale e della non menzione.La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del tribunale di Udine, Carla Missera, a fronte degli 8 mesi chiesti dal pm Marco Panzeri, titolare del fascicolo.
Nei confronti degli imputati, nel 2020, il gip aveva disposto l’applicazione della misura interdittiva del divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione ed esercitare attività d’impresa per un anno.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Massignani e dal professor Enrico Maria Ambrosetti, per Costa, e dagli avvocati Lorenzo Locatelli e Michele Godina, per De Saraca, aveva insistito per l’assoluzione con formula piena, sostenendo la legittimità dell’attività svolta da entrambi nelle rispettive funzioni. Letta la motivazione, si valuterà l’impugnazione in appello.
Nel procedimento, l’Arcs (azienda regionale di coordinamento per la salute) del Fvg aveva revocato la costituzione di parte civile formalizzata con l’avvocato Rino Battocletti a seguito di un accordo sul risarcimento dei danni.Decisa a fare luce anche sulle complicità in seno agli ambienti sanitari, in indagini la Procura aveva puntato il faro in particolare verso l’Azienda sanitaria n.5 “Friuli occidentale”.
Nell’indagine aveva così finito per essere coinvolta una funzionaria pordenonese per l’ipotesi di reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Dagli accertamenti era infatti emerso come la mail che aveva inviato a Egas, per rispondere alla richiesta sul fabbisogno di lenti degli ospedali e sui prezzi di riferimento per i singoli lotti, contenesse indicazioni fornite proprio da De Saraca.
Cui si era dunque rivolta a gara in corso e che le aveva fornito prezzi superiori a quelli mediamente praticati da Zeiss per quel genere di lenti.
Gli atti erano stati trasmessi per competenza ai colleghi di Pordenone, che aveva ritenuto però di chiedere l’archiviazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte: Messagero Veneto
Data: 08 Luglio 2022 alle 19:24

